
La scuffiata più comune e frequente avviene solitamente al rientro in spiaggia. Quando il kayak inizia a surfare sulle onde, se non si compensa adeguatamente usando la pagaia, può succedere che il kayak si metta di traverso e si cappotti. Fortunatamente, non c’è nulla di grave, a meno che non si dimentichi di prendere alcune precauzioni importanti. Prima di rientrare, è fondamentale chiudere le canne da pesca e rimuoverle dai poggia canna. Se queste precauzioni non vengono prese, non solo c’è il rischio di spezzare le canne da pesca, ma anche di danneggiare lo scafo in corrispondenza dei portacanna, il che può essere abbastanza grave.
Le scuffiate in mare aperto sono più rare, soprattutto dopo aver acquisito una certa confidenza con il proprio kayak, ma possono comunque accadere. Un’onda improvvisa di un motoscafo o uno sbilanciamento incauto e, in un attimo, ci si ritrova in acqua, magari con lo scafo sottosopra. Anche i kayaker più esperti possono trovarsi in questa situazione. Proprio per questo motivo, è essenziale che tutto nel kayak sia ben assicurato. Personalmente, leggo sempre le canne da pesca e tutti gli accessori, anche se alcune scuole di pensiero sconsigliano di farlo, eccetto per la pagaia, che va sempre fissata con un cordino elastico (paddle leash).
Un’altra precauzione che prendo è fare in modo che l’ancora, in caso di cappottamento, cada automaticamente in acqua per bloccare il kayak e impedirgli di allontanarsi.
In caso di scuffiata, la cosa più importante è mantenere la calma. Non bisogna andare in panico, ma riprendere fiato e recuperare energia. Successivamente, è fondamentale verificare che non ci siano lenze o cordine aggrovigliate intorno a noi. Una volta fatto questo, bisogna rigirare lo scafo e rimetterlo dritto. Non è una manovra complicata: basta afferrare entrambe le maniglie e, mentre si spinge quella vicino a noi, si tira l’altra.
